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Descrizione botanica
Palma con tronco singolo, eretto, alto 10-12 m, coperto dai resti delle
guaine fogliari. Le foglie, portate da un picciolo eretto, sono
palmate, del diametro di 1,2-1,5 m, suddivise fino a metà in circa 60
segmenti fortemente appuntiti, di colore verde brillante e coperti da
una sostanza cerosa. I fiori sono raccolti in infiorescenze a grappolo
ramificate, lunghe quanto le foglie. I frutti, rotondeggianti, sono di
colore brunastro.
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Usi
Dalle foglie di questa palma si ricava la pregiatissima cera carnauba,
il cui nome proviene da una popolazione indigena del Brasile, dove la
pianta cresce spontanea.
Le foglie vengono raccolte durante la stagione arida, quando sono
ancora chiuse e avvolte da un sottile strato di cera. Questa viene
asportata, setacciata, quindi fusa e messa in commercio sotto forma di
pani duri e fragili, di colore variabile dal grigio-verdastro al giallo
pallido o eventualmente biancastri previa decolorazione della cera.
Ogni pianta produce un centinaio di foglie e da ciascuna di esse si ricavano circa 7 Kg di cera.
La cera carnauba è la più dura cera vegetale conosciuta; è
scarsamente solubile a freddo e viene principalmente utilizzata per
innalzare il punto di fusione delle altre cere.
Per le sue ottime caratteristiche fisiche, essa trova largo
impiego in diversi settori. Grazie alla durezza e alla maggiore durata
della brillantezza, è apprezzata soprattutto come costituente di cere
per pavimenti, ma anche cere per mobili e per carrozzerie, lucidi da
scarpe, inchiostri per carta carbone. Viene anche adoperata per
rifinire e lucidare cuoio, tele cerate, saponi, nella fabbricazione di
matite e pastelli e per indurire le candele.
Le qualità migliori, prive di impurità (sabbia, terriccio, ecc.),
si usano nell'industria cosmetica per preparare rossetti, cere
depilatorie, stick deodoranti, di cui aumentano la consistenza.
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